Renato Brunetta e Antonio Gramsci, ovvero: quando l’altezza è questione di stile (politico)

Mi risultano talmente fastidiose le polemiche che seguono ogni battuta sull’altezza di Renato Brunetta che sono arrivato al limite e le trovo davvero insopportabili. Quindi, vorrei provare a ribaltare almeno in parte il concetto “fisico” che ne consegue per tentare di riportare il tutto su un piano strettamente “politico”: vediamo se ci riesco. E’ indubbio che se riferita solo a quest’ultimo aspetto, l’altezza – o la “bassezza” – del ridicolo esponente del pdl raggiunge quotidianamente traguardi di tale abissalità che dovrebbero far passare in assoluto secondo piano, senza frapporvi altro tempo da perderci dietro, il suo aspetto fisico. Ma se anche questo è particolare che si nota e di conseguenza sottolinea, credo che tutto ciò sia proprio dovuto anche alla pochezza ideologica intrinseca nel personaggio, alla cattiveria insita in quasi ogni parola che pronuncia, al tono di disprezzo con il quale si rivolge ad avversari e giornalisti, ad una protervia complessiva e insistita ogni volta che se ne presenta l’occasione: tutti atteggiamenti che non possono accampare nessun tipo di giustificazione, e che quindi ne favoriscono il dileggio, direi a mò di compensazione. E in tutto questo, fra l’altro, non rientra – nelle normali conoscenze a portata di noi mortali – il trattamento che il simpatico Brunetta usa riservare regolarmente ai suoi collaboratori più stretti, che sono in genere le sue “vittime” preferite. Ho avuto modo di sfiorare (solo sfiorare, per fortuna!) professionalmente l’orrendo fuguro, ma chi ha invece vissuto la (s)ventura di averci a che fare più da vicino e periodicamente mi ha confidato che il suo sadismo raggiunge forme di esasperazione totale quando può scatenarsi con chi gli sta più a tiro nell’esercizio delle sue funzioni “istituzionali”. Ad esempio, pare che la sua più grande soddisfazione, quando era ministro nell’ultimo Governo del suo capo quasi pari-centimetro, era quella di attendere l’inizio del briefing mattutino, prendere nota di chi era in ritardo anche solo di tre  minuti, attenderne l’ingresso nello stanzone deputato e sputtanarlo davanti a tutti con insulti dei più grevi, urlacci denigratori e allusioni facilmente immaginabili alle origini materne della stirpe. Che come comportamento politico e umano non è male. I toni si alzavano vieppiù se qualcuno si provava poi a mettere in discussione le sue decisioni (in genere, invece sempre accolte dalla ola e dagli osanna dei leccapiedi), arrivando anche all’allontanamento istantaneo e definitivo dei reprobi. Così, tanto per gradire e fornire qualche ingrediente sapido e saporito in più sul personaggio.

Mi è venuta in mente anche un’altra cosa, assolutamente “politica” e che favorisce un paragone (magari improprio e azzardato, ma me lo si consenta) fra personaggi che solo la semplicità del vocabolario corrente può in qualche modo vedere accostati. Ho pensato ad Antonio Gramsci, e mi sono andato a riguardare – prima di prendere un abbaglio – qualche notizia che lo riguarda. Bene, allora: quanti di noi hanno mai pensato di accostare quel grand’uomo a Brunetta, in termini di altezza ( o… bassezza)? Ho dato anche qui una rapida scorsa in rete, ma non è venuto fuori niente, però se qualcuno ha intenzione di perderci più tempo e trova notizie in merito, me le faccia arrivare. Del tipo: Gramsci è mai stato chiamato “nano” da qualcuno, se non da qualche fascista che ne doveva minimizzare (appunto) la grandezza, ai tempi della sua carcerazione che lo porterà poi a morire? Ancora: verrebbe in mente a qualcun’altro dotato di cervello sano ricordarlo così, per la sua scarsa altezza fisica, lui che è stato un gigante dell’ideologia e del pensiero, politico ma anche umano e sociale? No, in entrambi i casi sono sicuro di no. E pensare che Antonio Gramsci e Renato Brunetta sono alti esattamente nello stesso modo, ma la distanza proprio data dalla capacità di elaborazione politica che li separa è più o meno pari a quella che intercorre fra la vetta dell’Himalaya  e il livello del mare: incolmabile per chiunque ci provi a coprirla con fatti, parole ed opere ascrivibili ai due “politici” (sigh, mi perdoni Gramsci!) messi qui in impari e davvero quasi improponibile competizione (mi si perdoni anche questo).

Se poi ci fosse bisogno di un altro termine di paragone che ne possa mettere a confronto per un attimo la popolarità, consiglio una visita allo splendido cimitero acattolico di Roma, luogo magnifico e di pace. E’ lì che è sepolto Antonio Gramsci, e non passa giorno senza che decine di persone si rechino sulla sua tomba per rendergli omaggio. E’ anche simpatico l’atteggiamento dei custodi: basta avvicinarsi ad uno di loro che, senza bisogno di porre nessuna domanda, il sentiero da percorrere viene indicato con un sorriso; si scopre così che basta declinare dall’ingresso verso destra per raggiungere il luogo dove riposa in assoluta serenità l’autore dei “Quaderni dal carcere”, angolo peraltro facilmente riconoscibile dalla montagna di fiori freschi che lo adornano e che non vengono a mancare mai.

Tralascio ogni battuta sull’immaginarmi egual trattamento e riconoscimento che possa verificarsi a quasi ottant’anni (tanti ne sono quasi passati, ormai, per Gramsci) di distanza dalla dipartita – che spero davvero per lui ancora lontana – di Renato Brunetta: sarebbe davvero di cattivo gusto, e fra l’altro non potrò nemmeno esserne testimone. E’ però certo che un gigante politico rimane tale anche a decenni di distanza, mentre un nano impegnato nello stesso settore senza averne minimamente e lontanamente neanche la più pallida stessa veste (o vestitino) rimane pur e per sempre un nano, fra l’altro berciante e squallida caricatura per tutto il periodo che ha contraddistinto il suo periodo di grazia, assolutamente ricevuta (e sappiamo da chi) e per niente meritata. Periodo e grazia che a questo punto tanto è sul fare del finire presto, e altrettanto presto ho sensazione che di lui non si ricorderà più nessuno. Forse nemmeno della sua bassezza, per fortuna e comunque la si voglia intendere.

 

 

I commenti sono chiusi.