Vai al contenuto

varie

Come neve al sòle

Siamo di nuovo in pieno calciomercato, e il timore che la mia Inter possa procedere ad altri acquisti da nequizia è fondato, come già tante volte in passato. Per fare un breve excursus a tal… Leggi tutto »Come neve al sòle

Sogno nerazzurro

Un ragazzo, alla fine dell’incontro di Salerno che si è tenuto nell’ambito della seconda edizione di Overtime, mi ha chiesto cosa significa per me essere (e perché) interisti. Mi sembra giusto ed esaustivo, allora, pubblicare… Leggi tutto »Sogno nerazzurro

A Torrita Tiberina da Moro, fra storia e memoria

“Mi scusi, cerco la tomba dell’onorevole Moro, ma non riesco a trovarla da nessuna parte. Mi può aiutare?”.
Il custode mi risponde quasi sorridendo, visto da dove glielo chiedo:
“Guardi, è proprio quella, alle sue spalle”.
“Davvero? Grazie”.
Non la trovavo anche perché, oltre all’emozione che può confondere il momento, la costruzione (in mattoni rossi e assolutamente scarna, minimalista che più non si potrebbe per l’architettura sacra) si trova in fondo al corridoio laterale del cimitero, nel suo punto estremo. E’ proprio l’ultima cappella di sinistra, senza nessuna indicazione sovrastante, al contrario di tutte le altre. Ci siamo arrivati tappandoci la bocca, perché a pochi metri di distanza è in bella vista un topo morto, e la puzza invade tutto l’intorno. Il camposanto è uno di quelli classici di paese: cancello d’entrata solo socchiuso, nessun visitatore (sarà anche perché è il tardo pomeriggio) e camminamenti poco tracciati fra erbacce, tombe di famiglia, lapidi non curate e abbandonate da anni. Tutto è avvolto da un silenzio irreale, situazione che ispira un senso desolato d’abbandono totale.Leggi tutto »A Torrita Tiberina da Moro, fra storia e memoria